- Tipo NewsREDAZIONALE
- FontePresidio ART-ER a Bruxelles
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Il 16 ottobre 2025, la Commissione Europea e l'Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato una nuova ambiziosa strategia per rafforzare le relazioni dell'UE con i partner del Mediterraneo meridionale.
Basandosi sui legami storici e culturali nella regione, il Patto per il Mediterraneo intende rafforzare la cooperazione e i legami economici tra le sponde del Mediterraneo e oltre, contribuendo alla costruzione di uno spazio comune che sia connesso, prospero, resiliente e sicuro.
Adottando un approccio pratico, incentrato su iniziative concrete che apporteranno un valore aggiunto alle persone e alle economie nell’area del Mediterraneo, il Patto si basa sui principi di co-titolarità, co-creazione e corresponsabilità.
L'obiettivo è creare vantaggi reciproci - dalla produzione di energia pulita alla promozione degli investimenti privati - e sarà raggiunto mobilitando progetti regionali che creino opportunità sia per le persone che per le aziende, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e alle piccole imprese. Inoltre, il Patto offre l'opportunità di far progredire la cooperazione in materia di sicurezza, preparazione e gestione della migrazione.
I tre pilastri del Patto per il Mediterraneo
Il Patto segna l’inizio di un processo che crea un quadro pratico di cooperazione strutturato attorno a tre pilastri strettamente interconnessi:
- Le persone: forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell’innovazione;
- Economie più forti, sostenibili e integrate;
- Sicurezza, preparazione e gestione della migrazione.
Ogni pilastro comprende una serie di iniziative nuove e concretamente attuabili, oltre a proposte per ampliare azioni già esistenti che possano avere un impatto trasformativo e un valore aggiunto.
Le persone: forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell’innovazione
In particolare, il primo pilastro intende affrontare le sfide demografiche, investire nell’istruzione, nelle competenze, nella migrazione circolare e nelle opportunità. In questi ambiti, il Patto mira a promuovere lo sviluppo delle competenze e l’accesso al mercato del lavoro attraverso istruzione e formazione professionale. Attraverso la collaborazione tra istituzioni, settore privato e attori culturali, si punta inoltre a rafforzare la regione come polo di istruzione transnazionale, innovazione, ricerca e sviluppo.
Il Patto si baserà su un dialogo politico di alto livello in ambito di istruzione superiore, nonché sulla cooperazione di successo con i partner del Mediterraneo meridionale nell’ambito del programma UE Erasmus+ per creare un ambiente di istruzione superiore e di sviluppo delle competenze più integrato e inclusivo nello Spazio Comune Mediterraneo, anche attraverso il lancio di una nuova piattaforma mediterranea per l’istruzione superiore.
Da sapere
In occasione del Consiglio Affari Esteri del 20 novembre, i ministri degli esteri dell’UE hanno approvato conclusioni sul Patto per il Mediterraneo.
L'approvazione delle conclusioni coincide con il 30º anniversario della dichiarazione di Barcellona, che ha gettato le basi per un partenariato globale tra l'UE e dieci paesi del Mediterraneo meridionale.
Tra le iniziative faro figura inoltre la creazione di una nuova Università del Mediterraneo che connetterà vari atenei e coinvolgerà gli Stati della regione nei programmi Erasmus+ e Horizon Europe. Saranno inoltre potenziate la diplomazia culturale, i programmi di mentoring e i Giochi del Mediterraneo.
Economie più forti, sostenibili e integrate
Il secondo pilastro del Patto per il Mediterraneo promuove azioni volte a modernizzare gli investimenti, sostenere le startup e piccole e medie imprese e migliorare la connettività digitale, per favorire l’integrazione economica nelle due regioni.
Relazioni commerciali più profonde ed integrazione economica contribuiscono infatti a garantire stabilità e resilienza economica. L’UE è attualmente il principale partner commerciale dell’area di Vicinato meridionale con il 41% degli scambi di beni nel 2024. La regione offre notevoli opportunità economiche e commerciali, sostenute dal suo capitale umano, dai costi competitivi dell’energia rinnovabile e dei trasporti e da una transizione digitale in rapido sviluppo.
Il successo del Patto si baserà anche sulla capacità di mobilitare investimenti pubblici e privati su larga scala. La strategia Global Gateway nel Mediterraneo può dare impulso a investimenti intelligenti, puliti e sicuri nei settori del digitale, dell'energia, della resilienza idrica, dell'agricoltura innovativa e dei trasporti, rafforzando al contempo i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in linea con il Clean Industrial Deal dell'UE.
Tra le iniziative proposte nell’ambito del secondo pilastro si segnalano la realizzazione di cavi sottomarini per la trasmissione dei dati tra le due sponde del Mediterraneo, l’iniziativa Transmediterranean Renewable Energy and Clean Tech, volta a promuovere il potenziale solare, eolico e dell’idrogeno verde della regione ed il lancio di nuove Partnership per la resilienza idrica, per rafforzare la cooperazione nella gestione integrata delle risorse idriche, in particolare nel riuso dell’acqua.
Sicurezza, preparazione e gestione della migrazione
Il terzo pilastro del Piano si concentra su sfide complesse nell’area del Mediterraneo legate alla sicurezza, alla gestione delle frontiere e alla migrazione irregolare, aggravate da instabilità regionali. Per garantire stabilità e prosperità, è necessario un approccio coordinato e collaborativo tra i Paesi della regione, volto a contrastare la criminalità transfrontaliera, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, promuovendo al contempo politiche di mobilità sicure, ordinate e rispettose dei diritti umani.
Tra le misure previste in questi ambiti, emergono un’iniziativa mirata a migliorare la preparazione regionale e a rafforzare le capacità di risposta ai disastri che si potranno verificare nel Mediterraneo, attraverso un approccio comprensivo dell’analisi di tutte le minacce.
In ambito di gestione della migrazione e di sicurezza, sarà sostenuto un approccio integrato per la gestione della migrazione, con il coinvolgimento e rafforzamento delle capacità di autorità locali e comunità ospitanti ed il rafforzamento della cooperazione giudiziaria e di polizia tra l’UE e i partner del Mediterraneo meridionale per contrastare la criminalità organizzata ed il terrorismo.
In occasione del Consiglio Affari Esteri del 20 novembre, i ministri degli esteri dell’UE hanno approvato conclusioni sul Patto per il Mediterraneo. L'approvazione delle conclusioni coincide con il 30º anniversario della dichiarazione di Barcellona, che ha gettato le basi per un partenariato globale tra l'UE e dieci paesi del Mediterraneo meridionale.
Attuazione e monitoraggio
L’attuazione e il monitoraggio del Patto saranno supervisionati da una struttura a due livelli, una a livello UE e una a livello euro-mediterraneo.
Le iniziative proposte nel Patto saranno trasposte in un piano d’azione dedicato, che specificherà Paesi e gli stakeholders partecipanti per ciascuna iniziativa. Il piano iniziale sarà presentato nel primo trimestre del 2026 dai servizi della Commissione e dall’SEAE e sarà aggiornato e rivisto congiuntamente su base continuativa.
A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE
La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.







