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La Corte dei conti europea ha espresso un giudizio positivo sui conti 2024 e sulle operazioni delle 12 imprese comuni dell’Unione Europea, enti che favoriscono la cooperazione scientifica e l’innovazione industriale in Europa.

Tuttavia, il rapporto evidenzia anche rischi finanziari e gestionali significativi, in particolare riguardo all’impresa comune Fusion for Energy (F4E), responsabile del contributo europeo al progetto ITER, il reattore sperimentale termonucleare internazionale.

Nel 2024, le imprese comuni hanno gestito complessivamente 3,2 miliardi di euro e impiegato circa 800 persone. Pur confermando la regolarità dei conti, la Corte ha rilevato errori persistenti nei pagamenti delle sovvenzioni, soprattutto legati alle spese per il personale, e l’assenza in alcune strutture di quadri di controllo basati sul rischio.

Il rapporto segnala inoltre ritardi nell’avvio dei programmi di ricerca 2021-2027 (Horizon Europe ed Digital Europe), che hanno inciso sull’esecuzione del bilancio operativo e sul raggiungimento dei contributi previsti dai membri privati.

Particolare attenzione è stata rivolta alla situazione di Fusion for Energy, che affronta modifiche tecniche rilevanti e un aumento stimato dei costi di circa 4,2 miliardi di euro, portando il totale per la parte europea del progetto ITER da 21,6 a 25,8 miliardi di euro. La Corte segnala il rischio che tali oneri non possano essere finanziati in modo sostenibile da Euratom nel lungo periodo.

Infine, la Corte evidenzia che alcune imprese comuni, tra cui EuroHPC e Global Health EDCTP3, faticano a raggiungere gli obiettivi di cofinanziamento privato previsti dai rispettivi programmi, sottolineando la necessità di rafforzare la gestione finanziaria e la capacità di attrazione dei partner industriali.