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Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha approvato lo stanziamento per il Fondo ordinario per gli Enti e le Istituzioni di ricerca (FOE) 2025, pari a 1.485.883.600 euro a favore degli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR.
Il Fondo rappresenta un investimento concreto nella conoscenza scientifica, nella sperimentazione avanzata e nel rafforzamento del sistema della ricerca italiano.
In particolare, le risorse destinate agli Enti di ricerca vigilati dal MUR sono:
- Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con 735.609.098 euro
- Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con 354.859.910 euro
- Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), con 2.086.248 euro
- Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con 84.995.113 euro
- AREA Science Park (Trieste), con 34.669.141 euro
- Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), con 30.527.455 euro
- Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), con 25.396.588 euro
- Stazione Zoologica Anton Dohrn, con 17.505.458 euro
- Museo Storico della Fisica e Centro di Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, con 3.720.634 euro
- Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM), con 3.617.555 euro
- Istituto Italiano di Studi Germanici, con 2.152.214 euro
La disponibilità residua del fondo ammonta a 40.314.760 euro, superiore di 472.082 euro rispetto all’anno precedente (39.842.678 euro). È ripartita in tre principali linee di intervento:
- Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A.: 14 milioni di euro per il funzionamento dell’infrastruttura di luce di sincrotrone.
- INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa): 18.878.149 euro, con un incremento di 299.023 euro.
- INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione): 7.436.611 euro, in aumento di 173.059 euro rispetto al 2024.
Tra le novità rilevanti del FOE 2025 figura il ripristino del contributo italiano alla CIESM, la Commissione intergovernativa per la ricerca nel Mar Mediterraneo. Con 365.024 euro l’Italia riacquista il diritto di voto nelle decisioni del consesso, da cui era assente ufficialmente dal 2016.











