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- FonteCommissione europea
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Le regioni rurali europee stanno emergendo come nuovi poli di innovazione, secondo quanto evidenziato nel più recente policy brief pubblicato dal Joint Research Centre (JRC). Le aree non metropolitane, infatti, stanno attirando startup attive in settori altamente tecnologici – dalla robotica ai semiconduttori, dai trasporti all’energia – dimostrando un potenziale che va ben oltre il tradizionale comparto agroalimentare.
Pur restando le città i principali hub per la nascita di nuove imprese, il JRC registra una crescita significativa del dinamismo imprenditoriale nelle aree rurali. Le startup che operano in questi territori rappresentano oggi una leva strategica per la competitività dell’UE e per un modello di crescita più equilibrato, capace di ridurre il divario urbano-rurale.
Il policy brief sottolinea che la nascita e il successo di imprese ad alta crescita nei territori non metropolitani dipende dalla presenza di condizioni locali favorevoli, come:
- infrastrutture digitali efficienti,
- accesso al capitale,
- ecosistemi collaborativi,
- programmi di formazione specializzati.
Questi fattori contribuiscono a generare nuove opportunità economiche e occupazionali, rafforzando la capacità delle aree rurali di attrarre e trattenere innovazione.
Nelle sue conclusioni, il JRC invita a sviluppare politiche place-based in grado di valorizzare le specificità di ciascun territorio e di sostenere l’imprenditorialità in tutte le regioni europee. Un approccio che può favorire una competitività più diffusa e una maggiore coesione territoriale.











