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Secondo i dati pubblicati da Eurostat, tra il 2014 e il 2024 le assegnazioni di bilancio per la Ricerca e Sviluppo (R&S) da parte degli attuali Stati membri dell’UE sono aumentate del 59,5%, raggiungendo nel 2024 una stima di 127,9 miliardi di euro. L’aumento medio annuo è pari al 3,4%.
La Germania si conferma il principale investitore con 44,9 miliardi di euro (pari al 35% del totale UE), seguita da Francia (18,9 miliardi), Italia (13,5 miliardi) e Paesi Bassi (9,7 miliardi). Lussemburgo si posiziona invece in testa per investimenti pro capite con 759,2 euro, seguito da Danimarca (586,8 euro) e Paesi Bassi (542,7 euro). All’estremo opposto si trovano Romania (19,1 euro), Bulgaria (38,3 euro) e Ungheria (58,7 euro).
Gli incrementi più significativi in termini percentuali si registrano in Lettonia (da 38,2 milioni a 147,7 milioni di euro) e Slovenia (da 161,3 milioni a 584,7 milioni). Lituania, Polonia, Cipro, Bulgaria, Estonia e Malta hanno più che raddoppiato le proprie risorse, pur restando tra i Paesi con i livelli più bassi in valore assoluto.
Guardando alla destinazione dei fondi, il 35,7% è stato dedicato all’avanzamento generale delle conoscenze (principalmente fondi universitari), il 9,4% alla produzione industriale e tecnologia, il 7% alla salute e il 6,1% alla ricerca spaziale.
Nel 2024 le assegnazioni provvisorie per R&S hanno rappresentato lo 0,71% del PIL UE, in lieve aumento rispetto allo 0,68% del 2014, ma il dato resta distante dall’obiettivo del 3% fissato a livello europeo. Attualmente, la spesa effettiva per R&S si attesta intorno al 2,3% del PIL.











