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In vista della definizione del prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione europea, il Parlamento ha formalizzato una posizione di netto contrasto rispetto alle stime prudenziali della Commissione. Al centro del dibattito si colloca il prossimo Horizon Europe (FP10), per il quale i negoziatori parlamentari richiedono una dotazione finanziaria non inferiore ai 200 miliardi di euro.
Secondo la commissione per i bilanci dell'Eurocamera, il programma FP10 deve essere inteso come l'infrastruttura logica che abilita l'efficacia di tutti gli altri strumenti comunitari. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono considerati il motore principale per colmare il gap di innovazione che minaccia il modello sociale e la rilevanza geopolitica dell'Europa.
Il Parlamento sostiene fermamente che il bilancio per la ricerca generi un valore aggiunto europeo intrinseco: i progetti transnazionali finanziati da FP10 permettono economie di scala e sinergie scientifiche che i singoli bilanci nazionali, operando in modo isolato, non sarebbero in grado di sostenere. In quest'ottica, qualsiasi riduzione dei fondi è interpretata come una scelta antieconomica, destinata a generare costi indiretti superiori in termini di mancata competitività industriale.
Nonostante le dichiarazioni di intenti provenienti dalle capitali europee, il Consiglio sembra orientato verso una politica di contenimento della spesa. Il rischio rilevato dagli eurodeputati è che la ricerca diventi la variabile di aggiustamento privilegiata per i governi nazionali, poiché i fondi basati sull'eccellenza competitiva non garantiscono un ritorno geografico certo, a differenza dei sussidi per l'agricoltura o per la coesione.
La proposta parlamentare di aumentare il bilancio UE del 10% poggia sulla necessità di introdurre nuove risorse proprie per un valore di circa 60 miliardi di euro annui. Tra i meccanismi fiscali proposti per svincolare il bilancio dai soli contributi degli Stati membri figurano:
- il prelievo sulle attività delle piattaforme digitali globali;
- la tassazione sui servizi di gioco d'azzardo online;
- l'espansione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).
Sebbene il ricorso al debito comune rimanga un tema divisivo all'interno delle diverse famiglie politiche, cresce il consenso sull'idea che strumenti di finanziamento congiunto possano essere indispensabili per sostenere programmi ad alta intensità di capitale come FP10, fondamentali per la sicurezza economica e la leadership dell'Unione nei settori strategici del futuro.











