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La Corte dei Conti europea ha pubblicato un nuovo report che analizza l’efficacia delle strategie di specializzazione intelligente, adottate dalle regioni dell’UE per orientare gli investimenti in ricerca e innovazione.
La Corte evidenzia anche che, dopo oltre dieci anni dall’avvio, la Commissione non ha ancora valutato l’impatto complessivo della specializzazione intelligente, sebbene uno studio esterno sia in corso e i risultati siano attesi entro fine 2025. Nonostante le incertezze, l’80% delle regioni consultate ha dichiarato che continuerebbe comunque a redigere strategie di specializzazione, a conferma dell’utilità percepita dello strumento.
Tra il 2014 e il 2027, l’UE ha destinato 73,8 miliardi di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) a queste strategie, che richiedono alle regioni di definire priorità di investimento in linea con le proprie specificità territoriali. Tuttavia, secondo l’analisi della Corte, permangono tre criticità principali:
- Difficoltà nel selezionare e finanziare priorità strategiche realmente significative;
- Scarso livello di cooperazione tra regioni europee;
- Mancanza di una valutazione sistematica sull’efficacia dell’approccio.
Il report sottolinea inoltre che le priorità regionali spesso non coincidono con gli obiettivi industriali e tecnologici dell’UE, come la produzione di batterie, microchip o idrogeno. La Commissione europea, infatti, non ha un ruolo diretto nella valutazione o indirizzamento delle scelte regionali, rendendo difficile il coordinamento con le strategie europee di competitività.
Nonostante l’interesse per una maggiore collaborazione interregionale nel periodo 2021–2027, l’impegno concreto resta limitato. Inoltre, manca una chiara valutazione di impatto sulle strategie sin dal loro avvio, rendendo incerta la loro reale efficacia al di là del rispetto formale dei requisiti di accesso ai fondi.
Gli auditor raccomandano alla Commissione di rafforzare la cooperazione interregionale e il supporto tecnico alle aree meno innovative, così da garantire un uso più strategico ed equo dei fondi di coesione e avvicinare le strategie locali agli obiettivi comuni dell’Unione.
Il report rappresenta un importante contributo al dibattito in corso sulla revisione del bilancio europeo e sulla necessità di allineare le politiche regionali con le priorità strategiche dell’UE, in un contesto di crescente attenzione a industria, difesa e autonomia tecnologica.











