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I governi degli Stati membri stanno mettendo a punto una strategia per riaffermare il proprio controllo sul decimo programma quadro per la ricerca e l'innovazione (FP10).

Secondo alcuni documenti riservati, il Consiglio dell’UE sta elaborando misure drastiche per garantire che la definizione delle priorità strategiche per il periodo 2028-2034 rimanga saldamente nelle mani delle capitali nazionali. In particolare, il testo di compromesso, preparato dalla presidenza cipriota, propone l'istituzione di un Comitato Strategico Horizon Europe

Questa mossa si pone in aperta rotta di collisione con la visione del Parlamento, che spinge invece per la creazione di consigli di esperti indipendenti. La contromossa dei governi mira a centralizzare la governance, introducendo una clausola di "nessun parere": se il comitato nazionale non esprime un'opinione favorevole, la Commissione non potrà adottare i programmi di lavoro.

Il piano dei governi UE non si limita alla supervisione politica, ma entra nel merito della gestione delle risorse:

  • infrastrutture di ricerca: il Consiglio chiede che l'identificazione delle infrastrutture critiche avvenga tramite processi aperti e competitivi gestiti congiuntamente da UE e Stati membri, con finanziamenti comunitari fino al 20% per la costruzione o l'aggiornamento;
  • sinergie industriali: è previsto un coordinamento stretto con il nuovo Fondo Europeo per la Competitività, al fine di legare indissolubilmente la ricerca scientifica alle necessità della produzione industriale continentale.

Un punto particolarmente sensibile riguarda i contributi finanziari dei paesi extra-UE (come Regno Unito, Svizzera o Canada): i governi europei chiedono che tali fondi siano utilizzati esclusivamente per potenziare i budget dei programmi in cui i ricercatori di tali paesi sono più attivi. Questa richiesta nasce in risposta ai timori che la Commissione possa utilizzare i contributi dei paesi associati per tappare i buchi di bilancio in settori politicamente sensibili (come la biodiversità) anziché destinarli all'eccellenza scientifica.

Resta ancora aperta la questione del supporto ai paesi con sistemi di ricerca meno sviluppati (Widening countries). La presidenza cipriota propone criteri più selettivi: dal 2030, le misure di potenziamento della capacità potrebbero essere riservate solo a quei paesi che dimostreranno di aver aumentato i propri investimenti pubblici in R&S.

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Unione europea
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