- Tipo NewsINFORMAZIONE
- FonteScience|Business
- Del
La Commissione europea ha annunciato che presenterà a novembre una roadmap per la trasformazione della difesa europea, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di innovazione nel settore e migliorare la prontezza strategica dell’UE.
Il piano punterà a introdurre nuovi strumenti di cooperazione con l’industria della difesa e a promuovere maggiore agilità, velocità e propensione al rischio nei processi di innovazione. In particolare, la Commissione sottolinea che l’innovazione tecnologica è una componente cruciale della sicurezza europea: la capacità di sviluppare rapidamente soluzioni dual use sarà determinante per la competitività e la resilienza del settore. Tuttavia, la roadmap non specifica ancora le misure operative che saranno adottate.
Entro la fine dell’anno, la Commissione intende istituire delle “alleanze tecnologiche per la difesa” per mettere in contatto innovatori e utenti finali nei vari Stati membri e organizzare un vertice annuale dell’industria della difesa. Particolare attenzione sarà riservata all’intelligenza artificiale applicata alla difesa, con iniziative per semplificare l’accesso ai dataset utili all’addestramento di soluzioni di IA.
La Commissione prevede inoltre di lanciare quattro iniziative faro:
- una European Drone Defence Initiative,
- una Eastern Flank Watch,
- una European Air Shield,
- una European Space Shield.
Negli ultimi anni, la spesa europea per la difesa è aumentata da 218 miliardi di euro nel 2021 a 392 miliardi nel 2025, con ulteriori incrementi previsti fino al 2035, quando gli alleati NATO si sono impegnati a destinare il 3,5% del PIL alle esigenze strategiche di base.
Non sono previsti nuovi finanziamenti dedicati alla ricerca e sviluppo. Tuttavia, dal 2028, il settore riceverà maggiori risorse grazie al Fondo europeo per la competitività, che destinerà 131 miliardi di euro a progetti di difesa, sicurezza e spazio, includendo per la prima volta progetti a doppio uso all’interno di Horizon Europe.
La Commissione suggerisce inoltre di utilizzare fondi di coesione e risorse non spese del Recovery and Resilience Facility per sostenere gli obiettivi della roadmap, integrando le risorse con prestiti e strumenti fiscali previsti dal piano ReArm Europe, che potrebbe mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa comune.










