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- FonteGoverno Italiano
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È stato ufficialmente presentato il Libro bianco Made in Italy 2030, una pubblicazione che delinea la visione e le linee di politica industriale per il rafforzamento della competitività del sistema produttivo italiano nel prossimo decennio.
Il rapporto offre una fotografia aggiornata dell’industria italiana in un contesto internazionale caratterizzato da trasformazioni profonde e da nuove sfide di natura geopolitica, demografica, digitale e ambientale. La pubblicazione sottolinea la necessità di una visione strategica di lungo periodo per governare le transizioni in corso e rafforzare il ruolo dell’Italia all’interno delle catene del valore globali.
Nelle sue oltre trecento pagine, il Libro bianco analizza i punti di forza strutturali del sistema produttivo nazionale, con particolare attenzione alla manifattura ad alta specializzazione, alle eccellenze del Made in Italy, alle cosiddette imprese a forte vocazione internazionale, ai beni strumentali e ai modelli di economia circolare. Viene, inoltre, valorizzato il contributo dei settori tradizionali che costituiscono l’ossatura del modello industriale italiano, dall’agroalimentare all’abbigliamento, dall’arredo all’automazione e all’automotive.
Accanto a questi ambiti consolidati, la pubblicazione individua nuove traiettorie di sviluppo riconducibili al nuovo Made in Italy, rappresentate da settori emergenti come l’economia della salute, l’economia dello spazio e della difesa, l’economia blu e la cantieristica, il turismo e le industrie culturali e creative.
Il documento non trascura le criticità strutturali che frenano lo sviluppo industriale, tra cui la dimensione media delle imprese, la frammentazione del tessuto produttivo, i livelli di investimento in ricerca e sviluppo, i costi energetici, la disponibilità di capitale umano e finanziario e il peso degli oneri amministrativi. L’analisi evidenzia la necessità di interventi coordinati per superare questi ostacoli.











