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Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha lanciato un appello alle istituzioni europee affinché rivedano la proposta di bilancio pluriennale dell’Unione dopo il 2027, avvertendo che nella sua forma attuale rischia di accentrare il potere decisionale e di indebolire la politica di coesione, pilastro dello sviluppo regionale europeo.

Durante la sessione plenaria del 15 ottobre, svoltasi nell’ambito della Settimana europea delle regioni e delle città, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno adottato all’unanimità una risoluzione che mette in guardia contro il pericolo di nazionalizzazione della politica di coesione, agricola e della pesca, con il rischio di porle in concorrenza diretta e ridurre il controllo democratico del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali e regionali.

Il CdR ha invitato il Parlamento europeo e gli Stati membri a sostenere la richiesta di revisione indirizzata alla Commissione europea, che il 16 luglio ha presentato una proposta per il nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP). Tale proposta prevedrebbe la fusione della politica di coesione e della politica agricola in un unico fondo, una scelta giudicata controproducente per la coesione territoriale dell’Unione.

Il CdR, che presenterà nel marzo 2026 un parere specifico sul futuro bilancio dell’UE, ribadisce che una vera Unione coesa richiede risorse dedicate e una governance partecipata, in grado di rispondere alle sfide sociali, economiche e ambientali dei territori europei.

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Unione europea