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Si apre un nuovo scontro attorno a Horizon Europe, dopo che la Commissione europea ha valutato una possibile riallocazione delle risorse per finanziare un fondo da 5 miliardi di euro destinato alla crescita delle start-up europee. La Turchia ha infatti reagito duramente, evidenziando rischi di accesso diseguale ai finanziamenti per i Paesi non UE associati.

Secondo il Scientific and Technological Research Council of Türkiye, destinare risorse – anche provenienti dai contributi dei Paesi associati – allo Scale Up Europe Fund potrebbe ampliare il divario tra quanto versato e i benefici effettivi, soprattutto perché il fondo si concentra su scale-up già mature.

Il piano prevederebbe anche di sottrarre risorse a strumenti chiave come le Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA), fondamentali per la mobilità dei ricercatori, per finanziare nuove priorità come biodiversità e innovazione avanzata.

Particolarmente critico è il fatto che i Paesi associati contribuiscono al bilancio senza partecipare alle decisioni strategiche, rischiando così di subire tagli nei programmi da cui traggono maggior beneficio.

Ankara segnala inoltre i bassi tassi di successo nei bandi dello European Innovation Council (EIC), da cui dovrebbe provenire circa 1 miliardo per il nuovo fondo, chiedendo quindi una valutazione trasparente degli impatti e garanzie di accesso equo.

Pur non escludendo opportunità per le proprie imprese, la Turchia sottolinea che la priorità resta il rafforzamento del sostegno alle fasi iniziali delle start-up, più rilevante per i Paesi associati.

La vicenda riflette una tensione più ampia: Horizon Europe è sempre più diviso tra la sua natura di programma globale di cooperazione scientifica e il ruolo crescente di strumento per la competitività economica e tecnologica dell’UE.