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Il Parlamento europeo ridisegna il futuro del Fondo europeo per la competitività (ECF), proponendo un’alternativa alla visione della Commissione sul collegamento con Horizon Europe. Nel draft elaborato dai relatori Christian Ehler e Dan Nica, viene respinta l’idea di un programma di lavoro unico tra ECF e il Pilastro 2 della ricerca collaborativa, in favore di un sistema di finanziamenti ponte.

Al centro della proposta ci sono le nuove “Horizon Europe Pathway Actions”, strumenti pensati per trasformare i risultati della ricerca in applicazioni concrete, sostenendo attività come commercializzazione, scaling e trasferimento tecnologico. L’obiettivo è creare un collegamento strutturato ma non vincolante tra ricerca e mercato, evitando di subordinare Horizon Europe alle priorità politiche del nuovo fondo.

La proposta ha ricevuto reazioni miste. Università e centri di ricerca vedono positivamente un approccio che mantiene l’autonomia della ricerca basata sull’eccellenza, mentre l’industria, rappresentata da BusinessEurope, continua a preferire un’integrazione più stretta tra i programmi. Resta centrale il tema dell’implementazione: le Pathway Actions dovranno essere semplici, mirate e focalizzate sui fallimenti di mercato, per evitare ulteriore complessità.

Sul piano finanziario, il Parlamento propone di aumentare il budget dell’ECF fino a 257,7 miliardi di euro, con una maggiore articolazione delle risorse per priorità strategiche come energia, digitale, difesa e biotecnologie. Tra le novità anche una riserva di flessibilità da 16 miliardi per rispondere a nuove sfide emergenti.

Infine, il draft rafforza la governance basata su esperti, introducendo un Consiglio economico e tecnologico indipendente e nuovi strumenti per rendere il fondo più agile, soprattutto nei settori ad alta innovazione come il digitale. Il testo sarà ora negoziato in Parlamento prima di essere condiviso con gli Stati membri nell'ambito della discussione sul futuro bilancio UE post-2028.