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I ministri della Ricerca puntano a raggiungere una intesa parziale sul prossimo programma quadro di ricerca dell’Unione europea, che è ancora in discussione sui temi dell'allargamento della partecipazione, i legami con il futuro Fondo europeo per la competitività e la definizione delle priorità strategiche.

Durante l’ultima riunione del Consiglio Competitività è emersa la necessità di chiarire diversi aspetti strutturali e di governance. In particolare, gli Stati membri chiedono maggiore trasparenza nei meccanismi di individuazione delle priorità comuni tra Horizon Europe e il futuro European Competitiveness Fund, nonché nel processo di selezione dei partenariati con l’industria.

Al centro del confronto vi è anche il destino delle misure di Widening, pensate per ridurre il divario tra i sistemi di ricerca europei più avanzati e quelli meno sviluppati. Alcuni governi hanno sollecitato la presidenza di turno del Consiglio a riaprire formalmente il dibattito, ritenendo difficile raggiungere un accordo senza un confronto esplicito su questo capitolo.

Parallelamente, si registrano progressi su altri elementi dell’architettura del programma, inclusa la conferma della struttura a quattro pilastri e degli strumenti a sostegno della ricerca di base, come lo European Research Council e le Marie Skłodowska-Curie Actions.

Un ulteriore punto sensibile riguarda il possibile carattere dual use del programma, con l’estensione dell’ammissibilità ai progetti con applicazioni civili e militari. Gli Stati membri chiedono una definizione chiara dei confini, mentre restano divergenze sulla possibilità che lo European Innovation Council possa finanziare anche progetti esclusivamente nel settore della difesa.

Nonostante le tensioni su governance, priorità e bilanciamento tra flessibilità e prevedibilità, dalle istituzioni emerge un cauto ottimismo sulla possibilità di costruire un programma ambizioso e coerente, capace di sostenere la competitività scientifica europea e di ridurre il divario nell’innovazione tra gli Stati membri.