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L’impiego dell’intelligenza artificiale generativa nella preparazione delle proposte progettuali è in forte crescita, ma senza effetti evidenti sul successo nei bandi. È quanto emerge da un nuovo studio del Joint Research Centre, che analizza per la prima volta l’uso dei large language models (LLM) nelle candidature delle imprese a Horizon Europe.

Secondo il report, l’adozione di strumenti come ChatGPT è aumentata rapidamente dopo il loro rilascio pubblico alla fine del 2022: entro il 2024, circa il 40% degli abstract delle proposte mostra contenuti modificati o generati con il supporto di LLM.

L’uso dell’AI risulta però disomogeneo: è più diffuso tra imprese giovani, meno innovative e localizzate in Paesi con livelli più bassi di competenza in inglese, sviluppo economico e intensità di R&S. Un segnale che suggerisce come questi strumenti possano contribuire a ridurre le barriere di accesso ai finanziamenti europei.

Sul fronte dei risultati, le analisi mostrano che le proposte con un uso intensivo di contenuti generati da AI tendono ad avere valutazioni più basse e minori probabilità di finanziamento, mentre un utilizzo parziale presenta solo correlazioni deboli con esiti negativi. Tuttavia, gli approfondimenti su proposte ripresentate nel tempo indicano che non esiste un effetto causale diretto tra uso degli LLM e peggioramento delle performance in valutazione.

Nel complesso, lo studio evidenzia come l’intelligenza artificiale possa democratizzare l’accesso ai programmi competitivi, senza però alterare in modo significativo i criteri di selezione. Un’evoluzione destinata a incidere sempre più sulle modalità di partecipazione ai bandi europei, ma non necessariamente sui loro esiti.