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Nel dibattito sul prossimo Programma Quadro FP10, emerge con forza la necessità di garantire che la politica industriale europea non orienti in modo eccessivo le priorità della ricerca. Il futuro programma dovrà, secondo il Parlamento europeo, mantenere un equilibrio tra collaborazione con l’industria e indipendenza scientifica, evitando che gli obiettivi industriali diventino il principale motore delle scelte di ricerca.

Il confronto su FP10 avviene in un contesto di grande trasformazione: la Commissione ha proposto di quasi raddoppiare il budget di Horizon Europe, mantenendo il programma autonomo rispetto al nuovo European Competitiveness Fund (ECF). L’obiettivo è sostenere l’innovazione di lungo periodo e rafforzare la competitività tecnologica dell’Europa.

Restano aperti alcuni dossier sensibili, tra cui l’integrazione della ricerca dual use (civile e militare), che dovrà essere definita con criteri chiari per evitare una “militarizzazione” del programma. Anche il destino del Widening, lo strumento per ridurre il divario nell’innovazione tra Stati membri, rimane al centro del confronto: il Parlamento vuole mantenerlo nell’ambito del negoziato su FP10 e non spostarlo nel quadro del bilancio pluriennale.

I prossimi mesi saranno dedicati a un intenso negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Mentre i diversi attori puntano su priorità diverse — eccellenza scientifica, competitività industriale o flessibilità di bilancio — l’obiettivo comune resta quello di costruire un FP10 capace di sostenere l’innovazione europea nel lungo periodo.