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Il dibattito sul futuro Programma Quadro di R&I (FP10) entra nel vivo. Da un lato il Consiglio Competitività, dove l'Italia ha ribadito la necessità di distinguere la governance di FP10 dal nuovo Fondo Europeo per la Competitività (ECF); dall'altro la Commissione ITRE del Parlamento UE, con la proposta del relatore Ehler che chiede un budget più elevato e ridisegna strumenti e architettura del programma.

Il dibattito in Consiglio Competitività e la posizione dell'Italia

Nel recente Consiglio Competitività di Bruxelles, i ministri dei paesi UE competenti rispettivamente per "Mercato interno e Industria" e "Ricerca" si sono confrontati sul Fondo Competitività e il nuovo Horizon Europe. 

Per il futuro dell'innovazione europea la delegazione italiana è impegnata a preservare l'autonomia della ricerca dalle esclusive dinamiche di mercato e di deployment industriale. In tema di governance, l'Italia sostiene la necessità di separare nettamente le funzioni di FP10 da quelle del nuovo ECF. La proposta italiana punta all'istituzione di due comitati di programma distinti – uno per la ricerca e uno per la competitività – ciascuno responsabile delle proprie priorità e del proprio budget. Roma ha inoltre ribadito la richiesta di una reale semplificazione amministrativa, il mantenimento del principio di eccellenza e la necessità di forti sinergie tra European Innovation Council (EIC) e InvestEU per sostenere lo scale-up delle PMI.

La proposta Ehler al Parlamento UE: maxi-budget e nuovi strumenti

Una visione convergente sulla governance arriva dal Parlamento Europeo. Il relatore della Commissione ITRE per FP10, Christian Ehler, ha depositato circa 180 emendamenti alla proposta della Commissione. Anche il testo di Ehler spinge per una separazione netta tra FP10 ed ECF, con programmi di lavoro e comitati separati, tenuti insieme da un obbligo legale di coordinamento.

Tra le principali novità introdotte dalla relazione spiccano:

  • Incremento del budget: la dotazione complessiva passerebbe da 175 a 220 miliardi di euro, con un rafforzamento di tutti i pilastri (il Pilastro II salirebbe da 75,9 a 95,2 miliardi).
  • Nuova governance: istituzione di due nuovi consigli di esperti (uno per la competitività e uno per le sfide globali) e di figure specializzate a tempo pieno per l'elaborazione e il monitoraggio dei bandi.
  • Razionalizzazione dei partenariati: saranno attivati solo con un contributo UE di almeno 2 miliardi di euro, preferibilmente nella forma di Joint Undertakings.
  • Nuovi strumenti: introduzione del Fast Track to Excellence (piccoli progetti ad alto rischio), del Fast Track to Innovation (ricerca applicata) e dell'European Demonstrator Scheme (grandi progetti dimostratori paneuropei).

I prossimi passi

L'obiettivo della presidenza di turno cipriota è arrivare all'adozione di un orientamento generale parziale in Consiglio entro giugno (con riunioni chiave previste a fine maggio). Sul fronte parlamentare, gli emendamenti in Commissione ITRE potranno essere presentati fino al 9 aprile, con il voto previsto a settembre. Il trilogo interistituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione dovrebbe quindi aprirsi in autunno.