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In una fase decisiva per la programmazione europea 2028–2034, APRE ha organizzato a Bruxelles due giornate di lavoro dedicate al futuro della ricerca e innovazione, con focus sul prossimo Programma quadro FP10, sul Fondo europeo per la competitività (ECF) e sul contributo italiano al dibattito europeo.

L’iniziativa ha combinato un evento pubblico al Parlamento europeo, che ha coinvolto oltre 350 partecipanti tra istituzioni, università, ricerca e industria, e una giornata tecnica riservata ai Soci APRE, con sessioni operative insieme a rappresentanti europei e nazionali. Al centro del confronto, i nodi chiave del negoziato: governance della ricerca, integrazione tra FP10 ed ECF e priorità strategiche future.

Tra i messaggi emersi, la necessità di garantire autonomia tra il Programma quadro e il Fondo per la competitività, per preservare la capacità di generare conoscenza, innovazione collaborativa e partenariati strategici. Parallelamente, è stato ribadito il ruolo di APRE come ponte tra comunità nazionale e istituzioni europee in una fase cruciale del processo decisionale.

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i dati aggiornati sulla partecipazione italiana a Horizon Europe: l’Italia ha ottenuto 4,46 miliardi di euro (2021–2025), pari all’8,43% dei fondi complessivi, posizionandosi terza per numero di partecipazioni e quinta per ritorno finanziario. Un risultato che conferma la forte presenza italiana, ma evidenzia anche la necessità di rafforzare la leadership progettuale e la qualità finanziaria dei progetti.

La seconda giornata ha approfondito i principali dossier aperti, tra cui l’integrazione tra strumenti finanziari, il futuro dei partenariati di R&I e le possibili evoluzioni normative, concludendosi con una sintesi delle priorità della comunità italiana della ricerca nel percorso verso il nuovo ciclo europeo.