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    Commissione europea
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La Commissione europea ha annunciato le 18 semifinaliste dell’edizione 2026 dello European Prize for Women Innovators, il premio che valorizza imprenditrici capaci di guidare innovazione e crescita in Europa, contribuendo ad affrontare sfide sociali ed economiche di rilievo.

Selezionate da una giuria indipendente di esperti di innovazione, le semifinaliste riflettono la diversità e la solidità dell’ecosistema europeo dell’innovazione. Le vincitrici saranno proclamate durante l’European Innovation Council Summit, previsto per giugno 2026.

Il Premio è un’iniziativa faro di Horizon Europe e sostiene l’obiettivo dell’Agenda europea per l’innovazione di rafforzare inclusività ed eccellenza. È promosso congiuntamente dal European Innovation Council e dall’European Institute of Innovation and Technology, che uniscono le forze per ampliare la visibilità delle innovatrici in Europa e offrire nuovi modelli di riferimento.

La competizione si articola in tre categorie:

  • EIC Women Innovators Prize, aperto a imprenditrici fondatrici di imprese di successo in uno Stato membro o Paese associato;
  • EIC Rising Innovators Prize, dedicato a innovatrici under 35;
  • EIT Women Leadership Prize, che riconosce figure di eccellenza provenienti dalla Community EIT.

Di seguito le semifinaliste.

Rising Innovators

  • Carin Lightner (Svizzera), co-fondatrice e CEO di Enantios, sta modernizzando lo sviluppo di nuovi medicinali introducendo metodi più rapidi e precisi per l’analisi di molecole complesse, aiutando le aziende farmaceutiche a ridurre costi e tempi e a portare sul mercato farmaci più sicuri.
  • Maria Majellaro (Italia), co-fondatrice e CSO di Celtarys, sta semplificando la scoperta di farmaci grazie a una piattaforma che sostituisce tecniche lente e rischiose con alternative più sicure e veloci, attirando l’attenzione di importanti player farmaceutici e promuovendo il talento femminile e giovanile nella scienza.
  • Dominique Cirkel (Paesi Bassi), co-fondatrice di Spheer, ha reso il monitoraggio ambientale più accessibile attraverso una piattaforma digitale che trasforma dati satellitari in mappe chiare e operative, supportando decisori pubblici e pianificatori nella tutela della biodiversità.
  • Judit Giró Benet (Spagna), fondatrice di The Blue Box, affronta le lacune nello screening del tumore al seno con un test urinario semplice, progettato per intercettare casi spesso non rilevati dai metodi tradizionali, migliorando la diagnosi precoce.
  • Marta Oliveira (Belgio), co-fondatrice e COO di ATMOS Space Cargo, contribuisce a ridisegnare l’economia spaziale con capsule riutilizzabili capaci di riportare materiali sulla Terra in sicurezza, aprendo nuove opportunità di ricerca e innovazione in orbita.
  • Montserrat Vilarrubí Porta (Spagna), co-fondatrice e COO di UniSCool, affronta il problema del surriscaldamento dell’elettronica con una soluzione di raffreddamento che migliora le prestazioni riducendo il consumo energetico, a supporto delle tecnologie di nuova generazione.

Women Innovators

  • Judit Camargo Sanromà (Spagna), fondatrice e CEO di Roka Furadada, sviluppa ingredienti cosmetici eco-compatibili che garantiscono una protezione UV più efficace senza danneggiare gli ecosistemi marini, contribuendo a contrastare l’aumento dei casi di tumore della pelle.
  • Sónia Ferreira (Portogallo), fondatrice di BestHealth4U (BH4U), realizza tecnologie medicali a contatto con la pelle che migliorano sicurezza e comfort dei pazienti, tra cui un adesivo bio-based pensato per sostituire colle tradizionali spesso irritanti.
  • Elena Heber (Germania), co-fondatrice e Managing Director di HelloBetter, amplia l’accesso alla salute mentale tramite terapie digitali clinicamente validate e nuovi strumenti supportati dall’intelligenza artificiale.
  • Hanne Callewaert (Belgio), co-fondatrice e CEO di AstriVax Therapeutics, sviluppa soluzioni vaccinali di nuova generazione per renderle più efficaci, accessibili e sostenibili sia in prevenzione sia in ambito terapeutico.
  • Katerina Spranger (Moldova/Regno Unito), fondatrice e CEO di Oxford Heartbeat, utilizza l’intelligenza artificiale per rendere più sicuri interventi complessi come il trattamento degli aneurismi cerebrali, riducendo i rischi per pazienti e sistemi sanitari.
  • Susana Sanchez (Spagna), CSO e co-fondatrice di Moa Food Tech, trasforma sottoprodotti alimentari in ingredienti sostenibili, contribuendo a ridurre gli sprechi e a promuovere un sistema alimentare più circolare.

EIT Women Leadership

  • Ella Frances Cullen (Portogallo), co-fondatrice e CMO di Minespider, promuove la tracciabilità digitale lungo le filiere attraverso una piattaforma basata su blockchain e AI che introduce passaporti digitali di prodotto e di batteria.
  • Madeleine Gielens (Paesi Bassi), fondatrice di MaGie Creations, valorizza sottoprodotti dell’industria agroalimentare sviluppando un emulsionante naturale ricavato dalle trebbie di birra, con elevato valore nutrizionale.
  • Neide Vieira (Portogallo), co-fondatrice e COO di IPLEXMED, accelera la diagnosi di malattie infettive grazie a biosensori al grafene integrati in una piattaforma portatile e connessa.
  • Sorina Uleia (Romania), fondatrice e CEO di Recycllux, combina intelligenza artificiale e osservazioni satellitari per supportare la rigenerazione degli ecosistemi marini e missioni di pulizia guidate dalle comunità locali.
  • Stefania Raimondo (Italia), co-fondatrice di Navhetec, sviluppa applicazioni di nanomedicina vegetale estraendo particelle con potenziale biomedicale dal succo di agrumi, grazie a un metodo brevettato.
  • Tali Feldman Sivan (Israele), co-fondatrice di Meala FoodTech, sviluppa proteine funzionali plant-based con etichette più pulite, filiere più stabili e costi ridotti, contribuendo a un sistema alimentare più sostenibile.