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Gli esperti impegnati nella previsione della diffusione dell’Ebola stanno usando uno dei sistemi di modellizzazione più sofisticati al mondo che è il risultato di un progetto di ricerca dell’UE.
Un modello di previsione europeo ha mostrato che entro la fine di novembre 2014 l’Ebola avrà infettato tra le 14 000 e le 22 000 persone (numero di casi riportati) nell’Africa occidentale.
Il modello globale per le epidemie e la mobilità GLEaM (Global Epidemic and Mobility Model) è uno dei più dettagliati e completi del mondo.
È stato sviluppato dal progetto di ricerca dell’UE EPIWORK, coordinato dall’ ISI – Istituto per l’interscambio scientifico (Italia), che si è concluso nel 2013.
EPIWORK si è svolto dall’1 febbraio 2009 al 31 luglio 2013 e ha coinvolto 12 team di ricerca di otto paesi. Ha ricevuto 4,85 milioni di euro dal 7 °Programma Quadro.
GLEaM produce simulazioni realistiche della diffusione globale delle malattie infettive, associando dati reali sulle popolazioni e la mobilità umana con elaborati modelli stocastici della trasmissione della malattia e si basa su flussi di dati mai inclusi prima in previsioni sanitarie.
Questo prodotto della ricerca di eccellenza dell’UE è adesso a disposizione dei laboratori di tutto il mondo per aiutare a prevedere la diffusione delle malattie globali come l’Ebola.
Durante il progetto, i partner di EPIWORK hanno instaurato uno stretto contatto con gli istituti sanitari nazionali, che possono essere allertati se i dati raccolti per mezzo di ” Influenzanet” “, un sistema per monitorare l’attività di malattie simili all’influenza, richiedono urgente attenzione.
“Influenzanet” ha anche prodotto un’App di segnalazione per dispositivi mobili, disponibile tramite alcuni dei partner nazionali (per es. https://www.influweb.it/app/ )










