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Nel primo anniversario del suo celebre rapporto sulla competitività europea, Mario Draghi è tornato a sollecitare l’Unione Europea a fare di più perché continui ad essere rilevante a livello globale.
Durante un evento a Bruxelles il 16 settembre scorso, Draghi ha accolto con favore la proposta della Commissione di portare a 175 miliardi di euro il budget di Horizon Europe, il futuro programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione, ma ha avvertito che “non basterà” se le risorse non saranno concentrate in programmi prioritari di dimensioni significative.
Nel contesto del futuro European Competitiveness Fund (409 miliardi proposti per il periodo 2028-2034), Draghi ha sottolineato che i finanziamenti per la ricerca e innovazione dovrebbero essere mirati, soprattutto in settori strategici come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e le tecnologie verdi, dove l’Europa rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.
Tra le priorità indicate, anche la realizzazione del cosiddetto “28° regime”: un quadro normativo unico per le start-up europee, utile a semplificare operazioni transfrontaliere e attrarre capitali. Tuttavia, Draghi ha inoltre evidenziato lo scarso entusiasmo da parte degli Stati membri, che rischia di rallentarne l’attuazione.
Nel frattempo, la Commissaria europea alla Ricerca Ekaterina Zaharieva ha espresso preoccupazione per la tenuta del budget proposto durante i negoziati, ma ha assicurato che la Commissione sta già agendo: 1 miliardo di euro è stato recentemente destinato a progetti per l’innovazione nei veicoli elettrici, per aiutare l’industria europea a recuperare il gap con la Cina. Zaharieva ha anche ribadito l’importanza di maggiori investimenti privati in R&S, evidenziando come l’Europa sia ancora distante dai livelli di USA e Cina.










