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    PUBBLICAZIONE
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    Commissione europea
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La Commissione europea ha pubblicato il primo Rapporto annuale sull’interoperabilità nell’Unione, offrendo una panoramica iniziale sull’attuazione dell’Interoperable Europe Act a un anno dalla sua entrata in vigore. 

Il documento evidenzia progressi costanti verso servizi pubblici digitali più efficienti, integrati e orientati ai cittadini, con benefici concreti per amministrazioni, imprese e persone. In particolare, al centro di questi sviluppi c'è l’interoperabilità, intesa come la capacità dei sistemi informativi pubblici di scambiare dati, processi e servizi in modo fluido e sicuro. L'approccio utilizzato consente di ridurre il carico amministrativo, evitare la duplicazione degli investimenti informatici e semplificare l’accesso ai servizi pubblici digitali a livello nazionale e transfrontaliero.

In quest'anno trascorso dall’approvazione della normativa, l’interoperabilità entra nella fase operativa. Il rapporto segnala la creazione di una struttura di governance europea, incaricata di coordinare l’attuazione dell’atto e di definire un’agenda comune per l’interoperabilità a livello dell’Unione.

È stato inoltre rafforzato il Portale europeo per l’interoperabilità, diventato il principale punto di accesso a soluzioni digitali riutilizzabili, linee guida, strumenti di valutazione e materiali formativi. L’obiettivo è favorire il riuso delle soluzioni digitali pubbliche tra Stati e livelli di governo diversi.

Per sostenere l'innovazione, la Commissione europea ha adottato l'Atto di esecuzione relativo alle sandbox normative per l'interoperabilità, che stabilisce norme dettagliate su come gli Stati membri possono testare soluzioni digitali innovative in condizioni reali.

Inoltre, per la formulazione delle policy, l'Interoperable Europe Academy ha ulteriormente ampliato la sua offerta in materia di interoperabilità e di elaborazione di politiche pronte per il digitale, con oltre 12.000 nuove iscrizioni.
Infine, gli Interoperability Assessments sono diventate obbligatori nel gennaio 2025 per i servizi pubblici digitali transeuropei nuovi o significativamente aggiornati.

Secondo le stime ufficiali, l’applicazione delle misure previste potrebbe generare risparmi fino a 5 miliardi di euro all’anno, riducendo sprechi e duplicazioni negli investimenti informatici. L’interoperabilità rappresenta inoltre un tassello fondamentale per raggiungere l’obiettivo del Decennio Digitale, che punta a rendere completamente online i principali servizi pubblici entro il 2030.

L’adozione di un quadro comune europeo per l’interoperabilità rafforza così la capacità delle amministrazioni di operare in modo coordinato, trasparente e orientato ai bisogni dei cittadini, sostenendo una trasformazione digitale più efficace e inclusiva.