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Lo European Patent Office (EPO) e lo European Union Intellectual Property Office (EUIPO) hanno pubblicato un nuovo studio che evidenzia il ruolo determinante delle industrie ad alta intensità di proprietà intellettuale nello sviluppo economico, occupazionale e commerciale del continente.
I settori che fanno uso sistematico di diritti di proprietà intellettuale contribuiscono in modo significativo alla creazione di posti di lavoro, all’espansione del commercio transfrontaliero e all’attrazione di investimenti. Il perimetro coinvolge attività molto diverse tra loro, dalle imprese tecnologiche e sanitarie basate su brevetti ai comparti della moda e dell’alimentare fondati sui marchi, fino alle industrie creative legate a contenuti protetti da copyright.
L’indagine, riferita al periodo 2021-2023, identifica 361 industrie ad alta intensità di proprietà intellettuale, responsabili complessivamente di circa 7,7 trilioni di euro di attività economica annua, pari a quasi il 48% del PIL dell’Unione europea. Il dato conferma la centralità della tutela dell’innovazione nella struttura produttiva europea.
Particolarmente dinamici risultano alcuni comparti chiave come la produzione farmaceutica, la componentistica elettronica e la generazione di energia elettrica, che mostrano una forte connessione tra protezione delle invenzioni, sviluppo tecnologico e performance industriale.
Per la prima volta l’analisi integra anche i dati sui finanziamenti alle nuove imprese, evidenziando una correlazione significativa tra intensità di proprietà intellettuale e accesso ai capitali. Le industrie coinvolte attraggono la maggior parte degli investimenti in private equity e venture capital: tra il 2021 e il 2023 sono confluiti 70,7 miliardi di euro, oltre l’88% del totale destinato alle start-up europee.










